Scuola Internato n.5 di Minsk
Supporto specifico alla Scuola Internato n.5 di Minsk per madri minorenni orfane, con l’obiettivo di fornire assistenza socio-educativa e supporto psicologico a ragazze in situazione di particolare vulnerabilità.
AAA Associazione Adozioni Alfabeto opera attivamente in Bielorussia con status operativo presso le autorità locali.
La nostra esperienza nel paese ci permette di offrire un supporto qualificato alle famiglie e agli istituti di accoglienza attraverso progetti di sussidiarietà mirati.
Supporto specifico alla Scuola Internato n.5 di Minsk per madri minorenni orfane, con l’obiettivo di fornire assistenza socio-educativa e supporto psicologico a ragazze in situazione di particolare vulnerabilità.
Creazione di un Centro Pedagogico nella Regione di Minsk, destinato a fornire supporto educativo specializzato e formazione agli operatori degli istituti.
Donazione e installazione di 6 studi dentali moderni in istituti bielorussi, per garantire accesso a cure dentistiche di qualità ai bambini e ai ragazzi in accoglienza.
Contributi finanziari destinati a tutti gli istituti bielorussi per attività di restauro e manutenzione delle strutture, garantendo ambienti sicuri e dignitosi per i minori ospitati.
Donazioni specifiche per bambini con disturbi psico-fisici, volte a fornire supporto educativo e materiale a coloro che necessitano di particolare attenzione e cura.
L’adozione internazionale in Bielorussia passa per le vacanze pre-adottive, che, in questo caso, si realizzano sotto forma di viaggi terapeutici o “programmi solidaristici di accoglienza” come sono definiti dalla Direzione generale dell’Immigrazione e delle Politiche di Integrazione. Il Governo di Minsk, infatti, considera come requisito necessario e fondamentale, affinché un bambino bielorusso venga adottato da una coppia italiana, il fatto che il minore abbia trascorso un periodo di affidamento temporaneo con la stessa famiglia, proprio nell’ambito di un progetto di risanamento.
Le vacanze terapeutiche si svolgono solitamente nel periodo estivo o in quello natalizio e comportano la permanenza di minori presso famiglie italiane. Si tratta di una pratica avviata nella seconda metà degli anni 80, in seguito alla tragedia nucleare di Chernobyl. Da allora, numerose associazioni italiane organizzano questi soggiorni terapeutici nel nostro Paese per bambini provenienti dalle aree più colpite dalle radiazioni nucleari, nell’ambito di progetti di accoglienza autorizzati dalla Direzione generale dell’Immigrazione e delle Politiche di Integrazione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali.
Accade spesso che un minore venga ospitato per più anni consecutivi dalla stessa famiglia. Facile immaginare, quindi, che si possa instaurare un rapporto di affetto reciproco tra bambino e famiglia. Da qui l’intuizione delle autorità bielorusse che hanno autorizzato la possibilità di trasformare questa forma di accoglienza temporanea in definitiva.
La regolamentazione di questa procedura che porta dai viaggi terapeutici all’adozione risale al 2007, con l’approvazione del “Regolamento sulle adozioni internazionali e sull’affido e tutela internazionale dei bambini”, che prevede la possibilità di adozione di minori orfani sociali accolti da famiglie italiane attraverso progetti di risanamento. La collaborazione tra il Ministero dell’Istruzione di Minsk, competente in materia di adozione per la Bielorussia, e l’italiana Commissione per le Adozioni Internazionali è stata poi rinnovata negli anni successivi, mantenendo la Bielorussia al primo posto, tra i Paesi che inviano i loro bambini in viaggio di risanamento in Italia. Un viaggio che può trasformarsi quindi in accoglienza definitiva: una “strategia vincente” soprattutto per i minori più grandi per cui si fa fatica a trovare una famiglia. Molte coppie adottive, spesso, hanno timore di ritrovarsi, di punto in bianco, genitori di un bambino già grande che, a sua volta, si trova a doversi confrontare per la prima volta con una nuova cultura, una nuova lingua e con il sentirsi figlio. La possibilità di conoscersi prima di dire un sì definitivo all’iter adottivo è quindi di fondamentale importanza. E il provvedimento adottato dal governo bielorusso va proprio in questa direzione.
Per aderire ai progetti di ospitalità, serve contattare l’Associazione d’accoglienza che provvederà a dare le indicazioni necessarie per aderire al progetto.
Molte persone si avvicinano incuriosite da questo tipo di esperienza, alcune famiglie dichiarano una immediata disponibilità ad accogliere per un mese i bambini, ma è opportuno che alcuni aspetti vengano elaborati ed integrati al fine di comprendere le motivazioni profonde e permettere un’esperienza positiva da entrambe le parti.
L’esperienza dell’accoglienza è un arricchimento reciproco ed un’occasione di recupero che altrimenti questi minori non potrebbero vivere. Dare questa opportunità significa aprire le porte ad un miglioramento sociale che deve partire dall’impegno del singolo, della famiglia, della comunità. Solo in questo modo è veramente possibile migliorare la realtà.
La Commissione Adozioni ha pubblicato il testo del nuovo protocollo di collaborazione tra la CAI e il Ministero dell’Istruzione della Repubblica di Belarus in materia di adozioni internazionali, siglato il 30 novembre 2017 a Minsk dal Ministro dell’Istruzione Igor Vasilievich Karpenko e dalla vice presidente della CAI Laura Laera. Il precedente risaliva al 2007.
L’Italia è l’unico Paese con cui la Bielorussia ha mantenuto rapporti in relazione alle adozioni internazionali.
La novità del nuovo protocollo rispetto a quelli del 2007 e del 2002 è che va a definire un iter annuale per la presentazione delle liste, con tempi certi per ogni passaggio. All’articolo 8 si parla della possibilità di presentare annualmente un elenco di cittadini italiani che desiderano adottare un minore bielorusso, «entro il 1° agosto di ogni anno», con i nomi dei minori e quelli degli aspiranti adottanti. Entro il 1° ottobre dello stesso anno la CAI, verificati i dati, trasmette alla parte bielorussa, tramite l’Ambasciata, l’elenco aggiornato dei cittadini che desiderano adottare, corredato dalla lettera di garanzia sul benessere dei minori adottati, firmata dai vertici della Repubblica Italiana e diretta al Presidente della Repubblica di Belarus. La differenza di età fra i genitori e il minore non può essere superiore ai 45 anni (né minore di 16 anni), con una deroga possibile solo per uno dei due coniugi. Entro tre mesi dalla ricezione dell’elenco aggiornato (quindi al massimo entro il 1° gennaio dell’anno successivo), il Centro Nazionale per le Adozioni del Ministero dell’Istruzione della Bielorussia esamina i dati, in particolare lo status giuridico per l’adozione internazionale e richiede i consensi scritti dei minori all’adozione internazionale. Nello stesso tempo, prima dell’iscrizione del minore nella lista dei bambini adottabili all’estero, il centro convoca per tramite dell’ente gli aspiranti genitori in Bielorussia per sostenere un colloquio. Al termine di queste attività l’elenco viene approvato dal Ministero dell’Istruzione e infine, entro tre giorni dall’approvazione, viene inviato in Italia, alla CAI e agli enti. Ogni singolo minore avrà il suo certificato e i minori che abbiano compiuto 10 anni dovranno esprimere il loro consenso all’adozione internazionale. La pratica di adozione viene esaminata dal Centro nel giro di 75 giorni dalla sua ricezione (se serve più tempo, il Centro ne deve dare notizia alla CAI).
Ogni anno, per i cinque anni successivi all’adozione, ma non oltre il diciottesimo anno di età del minore, gli enti autorizzati sono incaricati del controllo delle condizioni di vita e di educazione del minore e inviano alla Bielorussia (al Centro e all’Ambasciata) una relazione con traduzione in lingua russa e alcune foto del minore. La Bielorussia può valutare sul posto le effettive condizioni di vita dei bambini adottati e richiedere informazioni sui cittadini adottati anche quando siano divenuti maggiorenni. Il Gruppo di Lavoro italo-bielorusso si riunirà almeno una volta ogni due anni.